Recensioni


E’ raro vedere nella singola vita di un artista compiersi un percorso così completo e costruttivo attraverso le espressioni di sé stesso, servendosi delle tecniche e degli stili più disparati padroneggiandoli con sapienza e mestiere, sempre più affinandoli.
Quella che ad altri appare come una strada in salita di tormento e ricerca, sembra apparentemente per  D’Arienzo una felice padronanza istintiva, connaturata con una evidente e naturale predisposizione al mezzo artistico in tutte le sue forme.
Partita da una pittura figurativa dalle connotazioni etniche, ben presto le opere di D’Arienzo si rifiutano di incistarsi in una particolare corrente o stile ripiegato su sé stesso.
L’ansia della sua produzione si affaccia e si apre ben presto a nuove esplorazioni, dalla grafica più algida alla pittura più esuberante e materica, spesso coagulandole insieme con inediti e sorprendenti risultati, ma sempre ripercorrendole con coscienza e puntiglio tecnico, non abbandonandole senza prima averle comprese a fondo e assimilate fino a farne cosa propria.
Ma a ogni traguardo l’ artista sembra gettare il cuore oltre l’ ostacolo per cimentarsi in una nuova sperimentazione, apparentemente con felice leggerezza e facilità, in realtà usando come grimaldelli nelle porte della percezione le esperienze precedenti che ne costituiscono un solido cemento.
L’amalgama e la contrapposizione tra il bisturi della tecnica e l’esplosione incontrollata della passionalità dei colori –l’eterno alternarsi di comunione e antagonismo tra lo ying e lo yang- sembra la chiave di lettura per restituire alla razionalità una lettura delle sue opere, dopo esserne coinvolti e sedotti dagli impatti emotivi.  

                                                                   Danilo Maramotti, fumettista


Hanno detto di lei:
                                                       
Sulla coperta di un letto esistenziale viene esibita la nudità
femminile. Dopo l'amore o senza amore? Anche nella prima ipotesi restano la solitudine, l'abbandono e un senso di vuoto. Nel susseguirsi delle immagini che Franca D'Arienzo ci propone, ne intuiamo i motivi. Quell'universo di chiaroscuri dove, a intervalli, riduce il colore, ci sembra l'ultima spiaggia di un corpo umano, in cui, tuttavia, la pietas dell'artista vibra di sentimento.
La D'Arienzo non teme la retorica del simbolismo né il servirsi di parole nella lingua di Omero.
Ogni gouache è una tessera misteriosa, per completare il gioco.
                                                                      
                                                                  Milena Milani, scrittrice e artista


   
I colori…tagliano come un bisturi i corpi, i pensieri, i dubbi, i sentimenti, le sensazioni di donne e di uomini, sviscerando i pezzi delle loro storie e del loro esistere, colpendo allo stomaco lo spettatore.

                                                                   Attilio Cicala, maestro

…Freddo e caldo, icasticità algida e icone passionali, Yin e Yang; è qui racchiuso il semplice ma profondo segreto di queste opere…Espressione artistica di qualità alta.

                                                                   Danilo Maramotti, fumettista